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Performance
Poesie

Non fare bene: fai!
Non sono, queste poesie,
opere d'arte.
Forse qualcuna in qualche parte,
ma per lo più sono studio,
esperimenti o pazzie.
Gioco per dare
qualcosa, non per non far male:
la perfezione ripudio!
Tutto è sfumato; le vie
espressive di più: mare
tinto e foschie.
Quindi che t'ingessi a fare?
Fai e facciamo follie e magie:
eccola l'arte!

Foglio bianco
Che ansia quando mi siedo
davanti a quel foglio
bianco, finché non poggio
la matita; poi rido
nervoso, quindi vaglio
la mente e mi fido,
all'emozioni cedo,
prendo e penso: "voglio
mostrarmi nudo, vero,
persino se mi sbaglio",
e tutto il groviglio
esterno, dubbi evado.
E vago e bisbiglio
tutto quello che vedo e
sento, scevro del velo
scoperto: ecco un figlio
per il qual provo orgoglio.
Bacio dolce (amoroso)
Respir lento,
sì profondo;
l'odor sento e
gli occhi: il mondo.
Sono tonto,
seno tondo,
palpo il mento:
poi sprofondo.
Piano canto,
lingua affondo,
quasi un pianto
gli dà sfondo.
Fianco accanto un
fuoco infondo, e a
te m'ammanto:
sfoca il mondo.

Alb-ero
Sei abituato alla vista d'un posto
a te caro e noto: un paesaggio
urbano con un albero apposto e
con te cresciuto; lì d'estate un raggio
non passa, e d'inverno una goccia tosto
para a ombrello; è dei ricordi paggio,
pur se ancora non sai. Poi vien imposto,
senza richiesta, che l'ancoraggio
venga rimosso, un vuoto riposto
che non volevi, e pensi: "che coraggio!
Mai più sarà lo stesso! E a qual costo
sto spazio per risparmiare il foraggio?"
Guardi il piede monco, resina, esposto il
nascosto, segatura al caldo raggio
che or passa, e il vento sussurra commosso:
"albero ero, e mi ero saggio
fatto d'anello in anello; scostavo il
terreno, ma poi era saldo. Or a maggio e
agosto più non spero in un innesto,
che albero ero e lì vivevo e morivo".
Non piangi l'ambiente, ma l'affettivo
valore ora assente: un dolor vivo.
Per quel singolo momento
Da buon umano racconto una storia:
un uomo senza illusioni viveva
nel cosmo indifferente e nichilista,
e narrazioni in soccorso cercava.
Di quel buio discusse ad un'amica
'na notte, con 'na birra a ammazzar noia.
Fu una semplice gioia che poteva
alleviare, e di simili una lista
fece: quando postpranzo beveva
un caffè, o quando un sogno mesto
dalla mattina era portato via;
o ancora: star con gli amici ch'aveva,
nuovi ricordi in una storia d'Insta,
baciare la dolce metà che amava,
stare a giocare sereno in famiglia
per trovare sì sempre quella Gioia.
La vita è 'na bolla che si leva
dal sapone nel buio, finché non piglia
un ago che nel sapone la mena.
Ma in riflessi e colori questa biglia
vive momenti di semplice gloria,
e in quei singoli attimi pareva
che l'uomo per aver di quelli vita
fosse nato, e null'altro contava:
si sentiva al centro della pista
di quella danza cosmica e buia.
L'illusione ultima che chiudeva
il senso della vita in un'uscita,
un caffè, 'na risata, un'impresa,
piccola o grossa, di noi scimmie figlie
di un cosmo che da noi al ciel si sdraia.
